Benvenuti nel blog delle mie personalissime recensioni

Il mio voto è: 8

 

Amici lettori, rieccomi a voi dopo una lunga pausa dovuta ai casi della vita…

Uno dei libri che sono riuscita a leggere in questo difficile periodo è il bel saggio di Kolker, scrittore e giornalista investigativo americano, a lungo al primo posto nella classifica del New York Times e tra i libri preferiti da Obama e Oprah Winfrey. Lo definirei un saggio romanzato che ci racconta una storia assolutamente vera!

Il mio voto è: 7½

 

Ha ragione Fausto Malcovati (scrittore, profondo conoscitore della cultura russa) quando nel suo articolo su La lettura del 13 marzo afferma che è adesso, con la guerra in Ucraina che infuria, che è opportuno e necessario leggere e occuparsi di letteratura russa. Io purtroppo non ne so molto, ma mi è venuta una gran voglia di leggerne i grandi autori, soprattutto quelli dell’800, quando Puškin. Gogol’, Dostoevskij, Turgenev, Tolstoj scrissero i loro capolavori. Data l’immensità del progetto e avendo pochi strumenti per selezionare le opere a cui dedicarmi, ho pensato di farmi aiutare da Paolo Nori, recentemente al centro di un affaire davvero poco piacevole di cui si è gran parlato: lo scrittore, traduttore, professore di letteratura russa si è visto cancellare dall’università Bicocca un seminario su Dostoevskij perché poco conveniente, dato il momento storico. Un po’ per sostenerlo comprando i suoi libri, un po’ perché vorrei cercare di capire maggiormente il popolo russo, inizio da due suoi testi (un romanzo/non romanzo il primo e una veloce rassegna da Puškin a Erofeev il secondo) il mio approfondimento “artigianale” della letteratura russa che, per riprendere il ragionamento di Malcovati, ha da sempre avuto il merito e il coraggio di opporsi ai tiranni, ai diktat, ai bavagli.

Mercoledì, 16 Marzo 2022 16:14

LE VIE DELL’EDEN, Eshkol Nevo, Neri Pozza

Il mio voto è: 8

 

Sono una lettrice affezionata, nel senso che quando un autore mi piace, leggo tutto quello che scrive. Non posso quindi non buttarmi a pesce sull’ultimo romanzo di Nevo, lo scrittore israeliano che stimo moltissimo e che ho anche avuto il piacere di ascoltare dal vivo durante la presentazione del suo romanzo “L’ultima intervista”, quando, prima del Covid, gli incontri con gli autori si facevano solo di persona… bei tempi! Nevo è, dicevo, un autore che mi piace molto: ho amato il suo libro forse più famoso, “La simmetria dei desideri”, letto d’un fiato “Tre piani”, molto apprezzato “L’ultima intervista” (tutti recensiti nel blog). Le sue sono storie universali, che toccano le corde giuste per una lettrice sensibile come sono io. Sono storie raccontate con una voce familiare, confidenziale ma che allo stesso tempo è poetica, ispirata, colta e mai banale. E soprattutto è una e sempre quella, senza snaturarsi mai: i suoi romanzi sono una certezza, insomma.

Giovedì, 03 Marzo 2022 15:10

NIENTE DI VERO, Veronica Raimo, Einaudi

Il mio voto è: 6½

 

 

Dopo aver assistito allo splendido spettacolo “Moby Dick alla prova” al Teatro dell’Elfo di Milano, ho deciso di affrontare una lettura imprescindibile che ho colpevolmente rimandato da troppo tempo: il capolavoro di Herman Melville “Moby Dick”. Ma, si sa, non è un libro semplice, richiede molta attenzione e parecchia concentrazione e non sempre ho la forza o semplicemente la voglia di leggerlo. Ho deciso quindi di alternarlo a libri d’evasione, letture leggere che prendo in mano ad esempio, la sera prima di dormire e dedicare alle splendide pagine dell’autore americano i momenti più proficui della giornata. Negli ultimi giorni ho letto “Niente di vero”, un breve, simpatico romanzo che mi ha catturata perché mi sono immedesimata, non tanto nella protagonista (troppo giovane), bensì con sua madre: anch’io, come viene raccontato nelle prime pagine, tartasso i miei figli di telefonate e messaggi e se non rispondono chiamo la polizia!

Il mio voto è: 8

 

 

Vorrei con questa mia personalissima recensione suggerire a chi mi segue di leggere l’ultimo romanzo dell’autore francese. Non ha certo bisogno di essere presentato: è un grandissimo scrittore, molto amato, a volte anche poco gradito, ma comunque considerato un importante intellettuale, un vero interprete del nostro tempo, le cui visioni, a volte sono addirittura profetiche. Nonostante sia per me complesso analizzare il suo ultimo romanzo, data la ricchezza e la varietà delle sue tematiche, vorrei però tentare di darne un giudizio nel mio piccolo spazio, perché è un libro che mi è piaciuto molto.

Il mio voto è: 6½

 

 

La settimana di Sanremo, finita l’altro ieri dopo 5 serate estenuanti, non è come tutte le altre. Anch’io che amo il rock, genere poco rappresentato al Festival della canzone italiana, ogni anno sento forte il richiamo dell’evento, non riesco a non seguirlo, puntata dopo puntata, a commentarlo, criticarlo, a volte, devo ammetterlo, apprezzarlo. Inevitabilmente però, vista la durata della trasmissione (svariate ore) e la noia di certi momenti (le canzoni o gli interpreti che io reputo peggiori, gli interventi noiosi di ospiti e super ospiti che non mi piacciono, la pubblicità martellante), mi distraggo e trovo conforto (come sempre) nei libri. Durante il Festival 2022 ho letto un romanzo davvero piacevole, di cui vi parlo, in poche parole, oggi.

Il mio voto è: 9

 

 

L’autore del libro di cui vi parlo oggi, 27 gennaio Giornata della Memoria, è un vero artista: realizza pregiate opere di porcellana, coppe e vasi che espone in tutto il mondo, è un apprezzato curatore di mostre e scrive libri di una profondità e sensibilità uniche. Il primo dei due suoi memoir, “Un’eredità di avorio e ambra” che avevo letto anni fa quand’era appena uscito nel 2011, e di cui vi raccomando la lettura, racconta il viaggio nel tempo e nei luoghi di una antica collezione di netsuke, piccole, a volte minuscole, sculture giapponesi realizzate con pazienza e dedizione in avorio o in legno, ricevute dallo scrittore in eredità in quanto discendente della ricchissima famiglia Ephrussi, importanti banchieri e mercanti dell’Ottocento di cui l’autore narra le sorti e il destino nel libro citato. “Non so più se questo libro parli della mia famiglia, della memoria, di me o se sia ancora un libro su certi oggettini giapponesi”. Ora è in edizione economica, non perdetelo!

In questo nuovo, piccolo capolavoro, de Waal ci racconta un’altra storia, quella tristissima della famiglia Camondo, cugini degli Ephrussi e dunque imparentati con lo scrittore da parte di madre, come raccontato nel libro precedente. Lo scrittore scrive un altro memoir dunque, un ulteriore indagine nelle vicende del suo passato, ma che riguarda tutti noi perché racconta di arte, di storia del Novecento, di mecenatismo e patriottismo, di orrore ma soprattutto di amore.

Lunedì, 17 Gennaio 2022 15:15

LA PROMESSA, Damon Galgut, e/o

Il mio voto è: 8½

 

 

Avete fatto caso che nel 2021 a vincere alcuni importanti premi internazionali sono stati autori africani? Il Nobel per la letteratura è andato a Abdulrazak Gurnah (Tanzania), il Prix Goncourt a Mohamed M. Sarr (Senegal) e il Booker Prize a Damon Galgut (Sudafrica). Incuriosita da questa che probabilmente non è una semplice coincidenza, ho deciso di leggere i loro romanzi, scegliendo per primo il libro di Galgut (La promessa appunto) incuriosita dalla trama. Penso sia necessario, per tentare di comprendere al meglio il mondo in cui viviamo, approcciarsi a stili, generi, storie diverse da quelle alle quali siamo più avvezzi, leggere libri scritti da autori che vivono in realtà e in ambiti differenti, con stili e abitudini a noi meno conosciuti. Quale migliore selezione dunque dei vincitori dei premi letterari internazionali?