Benvenuti nel blog delle mie personalissime recensioni

Il mio voto è: n.c.

 

Nato nel 1923 e morto suicida nel 1954, quindi giovanissimo, Stieg Dagerman, l’enfant prodige della letteratura svedese del Dopoguerra, è considerato un autore di culto per l’intensità delle sue opere ricche di disperazione e rabbia, la straordinaria umanità in esse racchiusa, lo stile asciutto, ironico e visionario della sua prosa. Nella sua breve vita ha scritto quattro romanzi, alcuni drammi, diversi racconti e qualche poesia. Non so niente di letteratura nordica, mi è parso fosse giunto il momento di rimediare, cominciando da questo autore così ben considerato. Per ora, ho letto solo alcuni dei racconti contenuti nella raccolta “Il viaggiatore” e il piccolissimo saggio “Il nostro bisogno di consolazione” di cui cerco di parlare qui.

Martedì, 23 Febbraio 2021 16:37

SEMBRAVA BELLEZZA, Teresa Ciabatti, Mondadori

Il mio voto è: 9 +

 

Sarebbe un onore per me sapere che Teresa Ciabatti segue Passione per i libri. E se leggesse quanto sto scrivendo, sarebbe forse felice di sapere che vorrei complimentarmi con lei, vorrei confessare: ho pianto leggendoti, vorrei stringerle la mano, guardarla negli occhi, - sincerità e trasporto nei miei occhi - e dirle: continua così, rimani te stessa.

Giovedì, 18 Febbraio 2021 15:49

LE CONSEGUENZE, Richard Russo, Neri Pozza

Il mio voto è: 8 -

 

Il titolo originale del bel romanzo dello scrittore americano (Premio Pulitzer nel 2002) è “Chances are…” facendoci intuire che il libro tratterà delle possibilità che avremo di fronte nella vita. In italiano, l’editore ha scelto di evidenziare invece le conseguenze che certe scelte comportano. Entrambi sono titoli legittimi per un romanzo davvero avvincente, dove si racconta di decisioni prese da giovani e sugli effetti che tali scelte comportano nella vita.

Il mio voto è: 8 ½

 

Il romanzo d’esordio dell’autore scozzese è stato insignito del prestigioso Booker Prize nel 2020 ed era in lizza per il National Book Award: onorificenze assolutamente meritate, il romanzo è bellissimo! Il piccolo protagonista suscita tanta commozione e tenerezza coinvolgendo così chi legge in un libro appassionante e difficile da interrompere, una di quelle letture che tengono il lettore incollato alle pagine, per le quali la sera non si riesce a spegnere la luce del comodino.

Il mio voto è: 6-

 

Il secondo romanzo della scrittrice americana pubblicato in Italia, ma il primo da lei scritto nel 2013, mi ha annoiato quanto il precedente, “Una vita come tante” (del 2015), nonostante entrambi siano giudicati ottimi libri.

Il mio voto è: 8

 

E’ stato un recente articolo di Tuttolibri (La Stampa) firmato da Beatrice Masini (scrittrice, traduttrice) a convincermi a leggere, appena pubblicata, l’opera prima di un giovane autore americano. Bompiani l’ha proposto come lettura condivisa del suo BookClub, moderato proprio da Beatrice Masini; peccato non abbia potuto partecipare.

Il mio voto è: 8+

 

Passione per i libri ha una piccola tradizione: ogni anno, il 27 gennaio, commemora il Giorno della Memoria con un libro sull’Olocausto. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” ha detto Primo Levi. Tra le tantissime proposte, quest’anno ho scelto questo libro del 2018 che definirei un “quasi romanzo”, molto scorrevole e avvincente, ma preciso e dettagliato come se fosse un testo storico: ho imparato molto leggendolo.

Il mio voto è: 7+

 

Oggi, durante la mia corsetta quotidiana, ho ascoltato un podcast di Paolo Giordano nel quale lo scrittore, ripercorrendo questo ormai quasi finito anno di pandemia, citava come profetessa inconsapevole del distanziamento fisico la scrittrice Ottessa Moshfegh e il suo libro del 2019. L’avevo letto anch’io ma, chissà perché, non ne avevo parlato sul blog.