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Sabato, 04 Aprile 2015 15:27

ACADEMY STREET, Mary Costello, Bollati & Boringeri

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Ho letto in un baleno questo romanzo. Ho un debole per la letteratura irlandese e avevo sentito parlare delle straordinarie capacità narrative di Mary Costello, quindi mi ci sono immersa appena è stato pubblicato.

Ben scritto, la prosa è scorrevole, tuttavia durante la lettura sentivo che c’era qualcosa che non mi coinvolgeva, che non mi convinceva. Ed è proprio la protagonista del romanzo: Tess. Quella di Tess è una vita in disparte. Mi ha dato l'idea di essere una donna che ha nella testa un milione di domande che non ha il coraggio di porre. La sua esistenza potrebbe essere riassunta in questa frase del libro:

(…) Tuttavia l’intensità del dolore non è straziante. C’è in esso qualcosa di autentico, chiaro e purificante che la spinge a sopportarlo. E’ una sfida, un muro da sormontare.(…)

Ha sette anni quando perde la madre  e la sua vita cambia per sempre. Dalla rurale Irlanda fino agli Stati Uniti e ritorno, l'essenza di questa creatura non si modifica mai. Il dolore e la solitudine sembrano essere parte integrante della sua esistenza, e lei rimane lì indomita, in passiva accettazione, come una roccia in mezzo alla corrente che sta ferma in attesa della prossima ondata di acqua gelida. Stringe amicizie superficiali, si concede una notte d'amore con uno sconosciuto e le conseguenze saranno enormi. Con l'esperienza della maternità troverà un senso da dare alla sua vita, ma andrà incontro anche a tanta solitudine e sofferenza, fino ad un tragico epilogo che sembra privare di ogni senso tutti gli sforzi fatti da Tess per arrivare fino a dove è arrivata. Ed il ritorno a casa, alla fine del romanzo, non offre spunti per fare un bilancio della propria vita, ma solo l'ennesima occasione per rimpiangere ciò che è stato, e come avrebbe potuto essere la sua esistenza se fosse stata una donna diversa, se il destino avesse scelto per lei una diversa strada.

Perché leggere questo romanzo? La vita di una donna sfortunata, passiva, sola, che vive una vita in sordina tra una tragedia e l'altra... Perché in fondo la maggior parte dei narratori irlandesi sono così, cantastorie che raccontano vicende drammatiche, di lotta silenziosa, sofferenza e accettazione e della capacità di rialzarsi dopo ogni mazzata; è l'essenza stessa del loro popolo e della loro storia, ed è per questo che non posso fare a meno di leggerli ed apprezzarli!

 

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Letto 1392 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Febbraio 2019 15:47

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