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Giovedì, 15 Gennaio 2015 00:00

L'ETA' DELLE PROMESSE, Mark Slouka, Ponte alle Grazie

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Se non fosse stato per una frase di Colum McCann sul retro di copertina, che paragonava questo romanzo a una canzone di Bruce Springsteen, probabilmente non l’avrei nemmeno preso in mano…

Ma Bruce è Bruce e se un romanzo può assomigliare ad una sua canzone vale la pena dargli un’occhiata.

Risultato: mi sono trovata catapultata nella provincia americana degli anni Sessanta, nella vita di quattro ragazzi che cercano (ognuno a modo suo) di emanciparsi da una vita che gli va stretta, che sperano ci sia per loro un futuro migliore.

Il titolo originale è Brewster, ovvero la cittadina dove si svolge la trama di questo bel romanzo. E “Brewster” mi sembra un titolo più efficace di “L’Età delle promesse” che invece suona un po’ stucchevole, come se i sedicenni narrati nel libro fossero fanciulle sognanti al ballo del principe.

Tutt’altro! I quattro amici protagonisti hanno a che fare con un’adolescenza difficile, in un mondo molto diverso dal nostro. Non hanno internet, giochi elettronici, social network e nemmeno agende piene di impegni mondani o balli studenteschi.

Conducono una vita semplice, ma devono imparare a sapersi comportare da grandi senza nessun aiuto da parte dei loro genitori. Devono far fronte a drammi famigliari nei quali anche gli adulti si smarriscono. E verranno odiati e maltrattati proprio da coloro che dovrebbero amarli più di tutti, ma che sono troppo impegnati a gestire le loro tragiche esistenze.

Ho avuto qualche difficoltà all’inizio per lo stile che a volte è svelto, altre immobile, a volte talmente riflessivo e melanconico da dare quasi un senso di soffocamento o imprigionamento. Ma credo sia proprio questo che l’autore vuole: muovere i nostri cuori verso la comprensione e la compassione per questi ragazzi.

E saranno proprio i sentimenti buoni del lettore a trascendere il tragico finale della storia e a salvare i quattro protagonisti.

Mi piacerebbe chiudere questa recensione con la citazione di una frase di Gandhi che compare nel romanzo e che secondo me riassume in poche parole il senso del libro:

“First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win.”

(“Prima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. Poi vinci.”)

 

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Letto 1352 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Febbraio 2019 16:02

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