Mercoledì, 28 Giugno 2017 15:59

SWING TIME, Zadie Smith, Mondadori

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Il titolo dell’ultimo romanzo della scrittrice inglese è preso in prestito da un bellissimo film del 1936 con Fred Astaire e Ginger Rogers (Follie d’inverno, in italiano). E naturalmente parla di danza.

Narra la storia di due amiche, Tracey e la voce narrante senza nome, appassionate di vecchi film di Hollywood e ballerine fin dalla tenera età, che faranno della danza, ognuna a modo suo, il leit motiv della loro vita. Le ragazze abitano nei sobborghi di Londra, in un quartiere multirazziale, dove la pelle di chi ci abita assume sfumature di ogni gradazione. Si conoscono alla scuola di danza, Tracey è dotata, ha un bel fisico e un carattere molto determinato. L’io narrante subisce il fascino dell’amica sentendosi inadeguata al suo confronto, sensazione che proverà per tutta la vita, nonostante riesca ad emanciparsi dallo squallido e popolare quartiere grazie ad un lavoro che le permetterà di girare il mondo. Dopo un’adolescenza molto ben descritta dall’autrice, che tratteggia con bravura il turbinio interiore attraverso il quale si passa dall’infanzia all’età adulta, la protagonista trova lavoro come assistente di una popstar di fama internazionale, Aimée, una cantante/ballerina con la quale viaggia nelle più belle città del mondo, circondata dal lusso. Con lei e il suo staff, trascorrerà anche lunghi periodi in Africa dove la diva decide di finanziare un progetto benefico. Lontana da casa, la nostra voce narrante perde contatto con le sue radici, rovinando ulteriormente il rapporto già complicato con la sua famiglia, soprattutto con la madre, che ritroverà solo nel finale. Tracey invece non otterrà il successo sperato, altre saranno le sue soddisfazioni. La lunga amicizia tra le due ragazze, tra alti e bassi, culminerà nell’epilogo del romanzo.

La Smith scrive benissimo e con abilità tocca tanti temi importanti, come ad esempio il razzismo e la delicata questione dell’identità culturale. Ho trovato molto piacevole la storia delle due protagoniste, le alterne vicende della loro amicizia, così come la crescita personale e professionale dell’io narrante, le difficili scelte per rimanere fedele a se stessa. Un po’ noiosi e poco memorabili invece, ritengo siano i tanti capitoli dedicati al progetto africano della star. In complesso, un libro molto piacevole perché profondo, mai banale e molto ben scritto.

Letto 350 volte Ultima modifica il Mercoledì, 28 Giugno 2017 16:11

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