Mercoledì, 02 Maggio 2018 14:23

OH.., Philippe Djian, Voland

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Michèle, produttrice cinematografica di successo, separata, madre di un ragazzo ormai grande, viene violentata da uno sconosciuto. Comincia così, con una scena brutale e sconvolgente il romanzo del 2012 dello scrittore parigino. Ne scrivo solo ora perché ho appena visto alla tv il film, molto fedele al romanzo, che il regista Paul Verhoeven ne ha tratto intitolato “Elle” con Isabelle Huppert.

La violenza subita non sembra aver turbato la donna più di tanto: va dal medico ma non sporge denuncia, ne parla con i famigliari, ma senza drammatizzare. Che donna è Michèle? Chi riuscirebbe a rimanere così fredda dopo uno stupro? Fin dall’inizio del libro si sa che non ha avuto una vita facile: il padre è in prigione da anni per un grave fatto di sangue, la madre è una ninfomane un po’ fuori di testa, il rapporto con l’ex marito è buono ma senza stima, il figlio sposa una ragazza prepotente incinta di un altro. Ora Michèle vive sola con un gatto in una bella casa. E’ presto evidente che è una donna determinata, molto cinica, che non si ferma davanti a niente e a nessuno, e che ha poco rispetto per le persone che la circondano, soprattutto quando le reputa poco degne. Mentre cerca di scoprire chi le ha inflitto la violenza iniziale, le accadono molti fatti spiacevoli che la lasceranno sempre più sola. Michèle non pare esserne scossa: la sua forza interiore e la scorza che la protegge le permettono di proseguire dritta nella sua vita, nel mondo descritto per lei dall’autore dove apparentemente c’è posto solo per la freddezza e l’impassibilità. (Poveri noi!)

Il romanzo è scritto tutto d’un fiato, non ci sono capitoli, né paragrafi ma nemmeno spazi tra un’azione e l’altra. Michèle racconta quello che succede o quello che pensa o prova senza interruzioni, in un flusso continuo che aiuta chi legge a capirla e a conoscerla sempre meglio. L’autore è bravissimo nel mettere a nudo la sua protagonista e a presentarla senza moralismi, senza ipocrisie e senza giudizi. Spetta al lettore decidere se Michèle agisce bene o male, se approvare le sue scelte e le sue azioni o no, se affezionarsi a lei o se dimenticarla il più in fretta possibile una volta finito il libro….

 

Letto 196 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Maggio 2018 17:00

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