Lunedì, 12 Dicembre 2016 17:46

UNA VITA COME TANTE, Hanya Yanagihara, Sellerio

Scritto da
Vota questo articolo
(3 Voti)

Finalmente l’ho finito! Le oltre 1000 pagine del romanzo della scrittrice americana mi hanno tolto svariate ore di sonno! E non sono sicura che ne sia valsa la pena….

Andiamo con ordine. La storia racconta la vita di un ragazzo, Jude, e dei suoi tre amici Jb, Malcom e Willem. I quattro si conoscono fin dai tempi del college, la loro amicizia resiste tra alti e bassi, tutta la vita. Jude, è un dotatissimo avvocato dal comportamento strano e dal passato oscuro. Cosa gli sarà successo da bambino? Cosa può aver determinato il suo carattere schivo e la sua reticenza ad ogni contatto fisico? Vero punto di forza del romanzo, secondo me, è proprio la curiosità che spinge il lettore a voler sapere cosa è accaduto al Jude bambino per ridurlo così e farlo diventare l’adulto tenebroso e misterioso che è. Con grande bravura l’autrice ne alterna la vita presente alla passata, centellinando le informazioni e tenendoci in sospeso fino alla fine. Ecco perché non dormivo: non riuscivo a smettere di leggere!

Però….. Il libro è decisamente prolisso, mi piacciono i libri lunghi ma ci sono diversi punti ripetitivi, di cui veramente si farebbe a meno. Molti dei passaggi più ricorrenti inoltre, descrivono fatti crudi e violenti, creando così nel lettore una sorta di nausea da troppo (e probabilmente inutile) dolore.

La vicenda è decisamente poco plausibile: primo, per le sventure che accadono a Jude. Possibile? Tutte, ma proprio tutte, a lui? Non vorrei elencarle, per non rovinare la lettura, ma Jude subisce ogni violenza immaginabile e gli accadono le peggiori disgrazie. Secondo, per la competenza che raggiunge lo sfortunato protagonista. Come può Jude con tutto quello che gli succede, diventare un eccellente avvocato, ma essere anche un esperto matematico e un pianista eccezionale e un raffinato cuoco e un fine intenditore d’arte? D’accordo, è particolarmente dotato ma non sembra un po’ troppo per un sef-made man? Terzo, per il legame di amicizia tra i protagonisti. Jude soffre le pene dell’inferno, possibile che nessuno di loro riesca realmente a fare qualcosa per aiutarlo? Non lo considererei quindi un libro sull’amicizia, come ho letto in rete, piuttosto sulla solitudine e sulla finzione, sulla facciata dietro alla quale Jude, in questo un vero maestro, riesce a nascondersi.

Inoltre, non penso sia nemmeno giusto considerarlo un libro gay o che possa diventare un manifesto degli omosessuali, come è stato scritto. Gli unici personaggi gay dichiarati nella storia sono Jb, che sembra però una macchietta, e Caleb, un pazzo malvagio e sadico. Gli altri, sono solo molto confusi sulla propria identità.

Ripensando al romanzo, mi sono domandata a chi raccomandarne la lettura. Non lo consiglierei ai miei figli, vorrei che credessero di abitare in un mondo migliore, né ad un anziano, che potrà anche aver vissuto gli orrori della guerra, ma non certe atrocità. Assolutamente sconsigliato alle persone sensibili, bisogna avere una bella pellaccia per passare incolume da certi brani. A chi potrebbe piacere dunque? Agli stomaci forti, a lettori veloci che finiscano in fretta il libro e possano passare rapidamente a qualcosa di più lieto, e, forse, agli estimatori di American Psycho….

 

Letto 1017 volte Ultima modifica il Martedì, 21 Febbraio 2017 17:44

Lascia un commento

Altri libri nella categoria "Dove andremo a finire?"

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da questo sito.