Venerdì, 30 Ottobre 2015 17:39

LA COMPARSA, Abraham B. Yehoshua, Einaudi

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Mi risulta davvero difficile scrivere di questo bellissimo libro, perché Yehoshua è un autore molto importante, conosciuto in tutto il mondo, i cui libri sono tradotti in 15 lingue.

Ho partecipato con grande interesse all’incontro di Milano, nell’ambito della manifestazione di Bookcity il 25/10/2015 (troverete il resoconto nella sezione Incontri del blog), durante il quale lo scrittore israeliano presentava il suo ultimo romanzo e sono rimasta colpita dal suo modo di esprimersi semplice ma esaustivo, chiaro e profondo.

“La comparsa” è l’unico dei suoi romanzi dove la protagonista è una donna. Si chiama Noga, ed è una musicista, un’arpista per la precisione, di 41 anni e non vuole avere figli. Il marito Uriah soffre per la decisione della donna, si lasciano e l’uomo si rifarà una famiglia con un’altra. Ma non smette di amare Noga, e, in occasione del ritorno della ex moglie in Israele, per un breve periodo, tenta di convincerla a dargli il figlio tanto desiderato. Noga sembra determinata nel rifiutarsi di procreare, ma durante la sua permanenza a Gerusalemme, dove si terrà occupata, non potendo suonare, con saltuarie apparizioni come comparsa, la sua scelta comincia a vacillare, la donna subisce dei mutamenti impercettibili, psicologicamente importanti, che la porteranno ad un cambiamento, sia fisico sia psicologico.

Noga prova un amore profondo per la madre, ma il rapporto con lei sboccia solo in seguito alla morte del padre; i due genitori erano infatti molto uniti ed affiatati. Nel corso del romanzo, Noga affronta un processo di maturazione che, partendo dal lutto, la conduce a prendere a poco a poco coscienza di se stessa, della sua vita e delle persone che la circondano e la amano.

C’è molta musica nella storia, l’autore dedica diverse, bellissime pagine ai concerti, alle prove dell’orchestra nella quale suona Noga, e si coglie musicalità anche nella cadenza delle frasi. E il concerto più importante per la nostra arpista sarà da lei particolarmente sentito perché dedicato alla madre.

Lo stile di Yehoshua non può essere definito in modo univoco, ogni romanzo offre modalità narrative differenti ma in tutti egli pone un’attenzione quasi maniacale al dettaglio delle parole, il linguaggio è sempre curato, ricco e scorrevole. Leggere un suo romanzo è pura gioia e piacere per gli occhi e lo spirito.

Questa, in una parola, è letteratura.

 

Letto 1004 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Marzo 2017 17:18

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