Martedì, 21 Aprile 2015 16:45

L’INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO, Murakami Haruki, Einaudi

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Dal 18 al 22 marzo 2015, si è svolto a Cortina d’Ampezzo l’ormai famoso CORTINAMETRAGGIO, festival cinematografico del genere corto. Grazie alla segnalazione di un’amica del nostro blog, veniamo a conoscenza della presenza all’interno della categoria Booktrailer, del filmato realizzato da Valentina Vannicola e Alessandro Toscano su l’ultimo romanzo di Murakami. Non hanno vinto, purtroppo, ma il video, che potete vedere alla fine della recensione, è veramente bello e vale tutti i 3 minuti del tempo che vorrete dedicargli.

La manifestazione e il booktrailer ci danno l’estro per parlare di un altro dei nostri autori preferiti, di cui, colpevolmente, non avevamo ancora scritto nulla.

Questo libro, il suo tredicesimo, a nostro avviso, non è il migliore ma è sicuramente un bellissimo romanzo e, forse, può essere il più abbordabile per chi ancora non ha letto nulla dell’autore giapponese.

È la storia di cinque amici inseparabili, tre ragazzi e due ragazze, hanno tanto in comune e una piccola particolarità: ognuno di loro ha un colore insito nel proprio cognome, tranne il protagonista, Tsukuru, che risulta appunto incolore, inteso, e lo scopriremo poi, anche come anonimo, triste, incompreso… Un giorno, egli riceve una telefonata da una delle ragazze che gli comunica la fine della loro amicizia: nessuno vuole più avere a che fare con lui. A nulla valgono le proteste del povero Tsukuru, inutili i tentativi di ripristinare un colloquio con uno degli amici del gruppo. Non gli resta quindi che rassegnarsi e “costruire” (questo il significato del suo nome) se stesso e il suo futuro incolore. La sua vita è segnata da questa incomprensione che lo costringe ad una adolescenza difficile e solitaria, il suicidio sembra l’unica via d’uscita possibile. L’incontro con Sara, ragazza dolce ma sfuggevole, è determinante per l’inizio della maturazione interiore di Tsukuru, che avrà finalmente il coraggio di sciogliere l’enigma della sua cacciata dal gruppo e di risolvere i suoi problemi verso una faticosa rinascita.

In questo, come in molti altri dei suoi romanzi, troviamo i temi cari a Murakami. Innanzi tutto, la magia e il surrealismo (qui, per la verità non così marcati) che si ritrova nel quotidiano; non lo si comprende fino in fondo, ma lo si accetta volentieri perché costituisce una via di fuga dalla vita di tutti i giorni.

Anche in questo romanzo troviamo un abbandono, una forte separazione del protagonista da chi gli è più caro. Molti dei personaggi di Murakami hanno vissuto un’adolescenza difficile, segnata da episodi traumatici, costretti dunque ad un processo di crescita complicato. La solitudine è infatti un altro tema caro all’autore. I suoi personaggi rimangono spesso soli, ma pur nella disperazione, trovano un equilibrio. Tsukuru, ci riesce, continuando gli studi e coltivando la sua più grande passione: costruire (ancora questa parola) stazioni ferroviarie. E anche qui, come in molti altri romanzi, è una telefonata che determina l’inizio della fine.

Il sesso è sempre abbondante nei romanzi di Murakami, ma non è mai ingombrante o imbarazzante per chi legge. Sembra piuttosto una mera pratica fisica, un po’ asettica, necessaria alla vita di ognuno.

La musica trova sempre spazio nelle trame dei suoi romanzi, come se fosse una vera e propria colonna sonora, un tema ricorrente. Qui è Le Mal de Pays di Franz Liszt, ed è bello leggere il libro, ascoltandola.

Ciò che personalmente apprezzo di più di questo autore è la scrittura che mi sento di definire perfetta. Con stile estremamente fluido, la narrazione è chiara ed esauriente e non lascia mai dubbi d’interpretazione.

Ora guardate il bel video e se volete un nostro personalissimo consiglio, dedicatevi presto alla lettura di questo meraviglioso autore!

Letto 785 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 16:49

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