Giovedì, 04 Maggio 2017 14:45

COSE PREZIOSE, Stephen King, Sperling & Kupfer

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Confesso di essere arrivata alla mia tenera età senza aver mai letto un libro di King. E forse ho cominciato da quello sbagliato…

A Castle Rock, tranquilla e sonnolenta cittadina del Maine, viene aperto un nuovo negozio: l’insegna dice “Cose Preziose”; in vetrina, strani oggetti di vario genere, paccottiglia ad un primo sguardo. Eppure, chi entra, immediatamente ammaliato dal proprietario, Leland Gaunt, trova subito qualcosa alla quale gli è impossibile rinunciare, un oggetto desiderato e sognato da sempre. I prezzi sono abbordabili, e soprattutto proporzionati alle tasche di ognuno. Certo, c’è un piccolo contributo da aggiungere, un insignificante, innocente dispetto ai danni di un conoscente o di un vicino che il signor Gaunt richiede a saldo del pagamento. Benché perplessi, i malcapitati clienti non possono resistere al desiderio di possedere finalmente proprio quella cosa da loro sempre agognata e tutti cadono nella rete dell’infido proprietario: trovano nel negozio un oggetto irrinunciabile, accettano le strane condizioni di vendita e si prestano alla burla richiesta. Questi scherzetti, all’apparenza innocenti, ma man mano sempre più perfidi e deleteri, innestano delle reazioni a catena che scuoteranno la cittadina, coinvolgendo i suoi abitanti in una spirale di odio che li trascinerà, è proprio il caso di dirlo, all’inferno. Il finale è ovviamente rocambolesco, sovrannaturale come tante parti del libro, e non roviniamo niente dicendo che comunque il bene avrà la meglio sul male.

I temi di fondo che il romanzo tratta e che mi hanno intrigato fin da subito sono i vizi dell’animo umano, l’avidità, l’egoismo, l’orgoglio del possesso, quelle corruzioni che l’uomo può contrastare senza esserne sopraffatto solo con una grande forza di volontà e che l’autore ben ci illustra nei personaggi del libro. King è bravissimo nel descrivere lo strano proprietario del negozio; anche noi lettori, come i cittadini di Castle Rock veniamo ammaliati dai suoi modi falsi e melliflui, rendendo difficile staccarci dalla pagine del romanzo. Ma “la procedura di adescamento cliente”, chiamiamola così, è sempre uguale e King ce la propone per tante, tantissime volte, tanti quanti sono i cittadini coinvolti (parecchi!). Il libro diventa quindi un po’ noioso. Anche l’approfondimento dei singoli protagonisti, della loro vita, dei loro sentimenti è troppo lungo e particolareggiato, ne avrei fatto volentieri a meno, soprattutto per i personaggi meno interessanti. Certo, l’abilità descrittiva, lo stile davvero unico e magistrale, la perfetta costruzione della trama mi fa molto apprezzare questo grandissimo autore che ho avuto la presunzione di snobbare finora. Ma, come dicevo, forse “Cose preziose” non è il suo libro migliore. Aspetto da voi, amici lettori del blog, un consiglio per la mia prossima lettura del Re!

P.s.: nel video qui sotto, il trailer del film tratto dal libro nel 1993 con Ed Harris e Max von Sydow.

 

 

Letto 379 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Maggio 2017 15:01

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