Venerdì, 26 Giugno 2015 09:21

AMERICANAH, Chimamanda Ngozi Adichie, Einaudi

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Alcuni romanzi vogliono raccontare storie, altri hanno il desiderio di fornire al lettore nuove chiavi interpretative. Eccone uno che raggiunge entrambi gli obiettivi.

La protagonista è una ragazza nigeriana, Ifemelu, che decide di proseguire gli studi negli Stati Uniti, fuggendo da un Paese dove non avrebbe possibilità di crescita. Più fortunata di altri, ottiene il visto e parte, lasciando Lagos e il suo fidanzato Obinze e si trasferisce a Philadelphia. Lì, la vita non sarà facile e la ragazza dovrà affrontare mille difficoltà; è volitiva e intelligente, molto determinata nello studio, nel lavoro e nella vita affettiva; paga caro l’errore che commette all’inizio della sua esperienza americana. A poco a poco, il suo ottimismo si trasforma in disillusione: è proprio vero che l’America offre autentiche opportunità? Ifemelu percepisce intorno a sé la discriminazione razziale, si sente “negra” e diversa, come mai le era capitato prima. Decide di aprire un blog dal titolo “Raceteenth, varie osservazioni sui Neri Americani (precedentemente identificati come Negri) da parte di una Nera Non-Americana” che avrà un enorme successo. E’ questa la parte più interessante del romanzo. Nel blog, la ragazza parla di un po’ di tutto, delle discriminazioni a vari livelli, della nostalgia per la Madre Patria, ma anche di capelli, di moda, di grasso in eccesso… Attraverso questo escamotage, l’autrice fa un’attenta analisi delle razze, ci illustra le varie tonalità dell’essere “nero”, che è diverso dall’essere “di colore”, della reazione di ciascuno di fronte alla colorazione della pelle, del concetto di identità per gli Afroamericani, ma valido per qualsiasi immigrato. Il romanzo andrebbe letto in lingua originale per cogliere le sfumature della lingua inglese e dei tanti termini utilizzati comunemente per indicare i neri, ed apprezzare i diversi slang adottati dai vari gruppi etnici residenti negli Stati Uniti.

Ifemelu cerca l’autenticità e si sente libera solo quando decide di essere se stessa e di smettere di compiacere i bianchi: ricomincia a parlare con l’accento del suo inglese nigeriano, decide di tenersi i capelli al naturale dopo esserseli fatti più volte bruciare da prodotti liscianti, adotta un look più consono ai suoi gusti… A poco a poco, però si rende conto che essere in America può anche non bastare ad essere felice, nonostante tutti i privilegi che questa straordinaria Nazione offre e decide così di tornare in Nigeria. Una volta a casa, faticherà un po’ a riadattarsi, anche il suo Paese è molto cambiato, ma troverà finalmente pace e serenità.

Fortemente autobiografico, dal romanzo emerge potente la passione dell’autrice per la sua terra, la sua gente, il cibo, le tradizioni, così come il suo forte desiderio di riscatto. E ci offre un interessantissimo spaccato della questione razziale, estremamente attuale, visti i recenti episodi di razzismo accaduti negli Stati Uniti, e sul quale, tutti noi, dovremmo riflettere.

Letto 795 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 16:21

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