Mercoledì, 08 Marzo 2017 16:47

TRE FIGLIE DI EVA, Elif Shafak, Rizzoli

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“…sono sempre stata nel limbo tra il sì e il no. Non mi sono estranei né la fede né il dubbio.” Così confida Peri ad Azur, suo professore di filosofia ad Oxford dove frequenta l’università. Di questo parla il bel libro della bravissima scrittrice turca (che ci aveva colpito con il suo romanzo d’esordio “La bastarda di Istanbul), cioè delle difficoltà di credere, quando la fede viene messa in dubbio dalla ragione.

Peri è in macchina con la figlia adolescente, elegantemente vestite e dirette ad una bella festa in una villa sul mare. Là, ad attenderle, il marito e tanti ospiti facoltosi. Durante il tragitto, le due vengono rapinate, per fortuna senza troppe conseguenze. Dalla borsa di Peri, spunta però una vecchia foto, che ritrae tre giovani ragazze ed un uomo. Pressata dalle domande della figlia, i ricordi affiorano prepotentemente nella mente di Peri. La donna rivive quindi la sua vita, da quando era ragazzina fino al suo soggiorno ad Oxford, a quando è stata scattata la foto. Figlia di una coppia mal assortita, e terza dopo due fratelli maschi, Peri sopporta i frequenti litigi dei genitori, spesso innestati dalle diverse posizioni dei due verso la religione: il padre è ateo, un laico moderno e tollerante, aperto alle novità e, forse un po’ troppo, ai piaceri della vita; la madre è invece una musulmana osservante e devota, che mal accetta lo stile di vita progressista del marito e della figlia. Peri non sa prendere posizione, entrambi i punti di vista le sembrano corretti, ma ambedue difficili da vivere e da accettare. Convinta dal padre, decide di partire per l’Inghilterra e frequentare l’università ad Oxford. Oltre alle difficoltà nell’adattarsi ad una vita nuova, i dubbi mistici di Peri aumenteranno a dismisura per la sua amicizia con Shirin, un’iraniana atea e smaliziata, e con Mona che, al contrario, indossa il velo ed è una fervida praticante musulmana. Le tre ragazze frequentano il corso di filosofia dell’avvenente prof. Azur che confonderà definitivamente la povera Peri, e la costringerà a cambiare i suoi ambiziosi progetti. Il conflitto interiore della protagonista, molto ben descritto, la spinge ad eccellere nello studio per sfamare il suo desiderio di conoscenza alla ricerca di una soluzione che le faccia trovare la pace interiore. E confrontarsi con gli altri, i genitori, le amiche, Azur, i compagni di corso, non farà altro che aggiungere incertezza nella fervida mente della giovane turca. Solamente durante la festa nella villa sul mare, nel rocambolesco finale, Peri si chiarirà le idee e farà pace con il suo passato.

Ricco di suggestioni, il romanzo scorre veloce, grazie ad un linguaggio fluente, mai superficiale, e ad un giusto mix di parti narrate intervallate da interessanti riflessioni sulla fede e la filosofia. L’autrice vuole sondare la difficoltà di vivere la fede, sia essa cristiana o musulmana o altro, quando la ragione ma anche le tradizioni, le abitudini appannano la mente, creando dubbi ed incertezze. Ho molto apprezzato i tanti riferimenti alla Turchia e alle sue tradizioni, così come le belle descrizioni della vita universitaria inglese. Inoltre, la trama che narra la storia di Peri è avvincente e appassionante. Tanti ottimi motivi per consigliarvi questo bel romanzo.

 

Letto 499 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Marzo 2017 16:52

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