Mercoledì, 23 Novembre 2016 17:10

TUTTO IL NOSTRO SANGUE, Sara Taylor, minimun fax

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Sara Taylor è una giovane scrittrice americana, e questo è il suo primo, bellissimo romanzo. Ben hanno fatto gli editori italiani a promuoverlo in giro per il nord Italia lo scorso ottobre: il libro è davvero pregevole!

E’ ambientato in un gruppo di piccole isole (The Shore, è questo il titolo originale) nella Baia di Chesapeake, davanti alle coste della Virginia. Costruito con capitoli che sono racconti (un po’ come Olive Kitteridge di Elizabeth Strout), narra la storia di due famiglie, i Day e i Lumsden, in un arco di tempo molto lungo, dal 1855 al 2143. Ma i fatti raccontati non sono consecutivi, si salta spesso da un periodo all’altro e da una famiglia all’altra. Nelle prime pagine, c’è un bel disegno dell’ albero genealogico dei due gruppi famigliari, ma non è necessario consultarlo: lo sviluppo storico delle famiglie non è l’obiettivo del romanzo. Ogni capitolo racconta infatti un episodio, un particolare momento di un personaggio, e solo superficialmente importa la parentela o il legame col protagonista dei racconti precedenti. Alcuni collegamenti sono evidenti e ben descritti, altri appena accennati. Ciò che interessa all’autrice è raccontare la storia di quel personaggio in quel momento storico, e non tanto chi è o di chi è figlio. È come se ogni racconto fosse un quadro, parte di un’immagine narrativa più ampia, dove la Taylor tratta ogni volta argomenti diversi, alcuni dei quali drammatici e molto toccanti. Il titolo italiano indica proprio il dolore e la sofferenza che i protagonisti, soprattutto le donne, affrontano e tramandano ai loro figli. Trapela spesso l’affetto dell’autrice per i suoi personaggi, che sostiene e difende stando sempre dalla loro parte, senza mai giustificare il comportamento malvagio dei cattivi e dei tanti prepotenti che incontrano.

E’ evidente il forte legame che lega la scrittrice al territorio dove ambienta le storie, una grande passione per queste isole umide, afose e spesso desolate, dove lei stessa ha abitato e che evidentemente ama al punto che anche i suoi personaggi non riescono veramente ad andarsene, nonostante la crisi economica di cui soffre questa comunità, composta in prevalenza da agricoltori. Ed è proprio il territorio, questa zona ai margini degli Stati Uniti, molto ben descritto, ad essere il filo conduttore dei racconti, fino a diventarne il vero protagonista.

Con abilità, la giovane scrittrice alterna i diversi generi letterali, cambiando per ogni racconto lo stile e l’io narrativo e adottando sempre un linguaggio ricco e intenso. Ciò costituisce un altro punto a favore del romanzo della Taylor, che fortemente vi consiglio.

Letto 424 volte Ultima modifica il Martedì, 21 Febbraio 2017 17:46

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