Martedì, 20 Marzo 2018 16:23

LE ASSAGGIATRICI, Rosella Postorino, Feltrinelli

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Nel 2013, Der Spiegel, l’autorevole quotidiano tedesco, pubblicò un articolo con l’intervista a Margot Wolk, una signora di 95 anni, che solo allora aveva deciso di rivelare al mondo quanto le era accaduto durante il periodo nazista.

Scappata dai bombardamenti di Berlino, il marito al fronte, si era rifugiata in casa della suocera in un paese chiamato Gross-Partsch in Prussia, non lontano da Rastenburg il quartier generale sul fronte orientale di Hitler. È qui che la donna venne assoldata dalle SS per assaggiare, tre volte al giorno, il cibo destinato al Fuhrer, che era ossessionato dalla paura di essere avvelenato. Insieme a circa altre 10 donne veniva quindi prelevata quotidianamente da casa e costretta a mangiare quanto un’ora dopo veniva servito a Hitler. L’inedita storia di Margot Wolk, oltre ad avere una grande importanza storica, colpì moltissimo la giovane scrittrice calabrese che decise di raccontarla in un romanzo. La sua protagonista si chiama Rosa Sauer e, come la vera Margot e tante mogli di guerra, è una donna sola e tormentata, che si barcamena per sopravvivere alla difficile quotidianità della guerra. Afflitta dalla fame, viene costretta, benché a pagamento, ad assaggiare il cibo per il fuhrer, rischiando, di fatto, la vita ad ogni boccone. Il cibo era buono, ma come goderne? “La paura entra tre volte al giorno, sempre senza bussare, si siede accanto a me, e se mi alzo mi segue, ormai mi fa quasi compagnia. Ci si abitua a tutto (…) mi ero abituata ad essere pagata per mangiare. Poteva essere un privilegio, era un lavoro come un altro.” La convivenza con le altre donne sarà piena di sentimenti contrastanti: ci sarà amicizia, affetto ma anche invidia, diffidenza, rapporti difficili resi ancora più ardui dalla severa sorveglianza delle guardie naziste. Anche nella casa dei suoceri Rosa è tormentata, la mancanza del marito è dolorosa per tutti. Rosa è vulnerabile, debole e ci sarà chi se ne approfitterà…. All’arrivo dell’Armata Russa nel 1944, Rosa riesce a scappare, torna a Berlino ma la sua vita è spezzata per sempre.

Scritto in prima persona, la voce sofferente di Rosa ripercorre parte della vita di Margot, coinvolgendo molto il lettore e sconvolgendolo per la brutalità degli accadimenti. Si esce profondamente turbati dalla lettura del romanzo per la passione con la quale la bravissima scrittrice racconta la storia di Rosa, della sua tremenda esperienza e della guerra. L’autrice è abile nel tratteggiare tutto ciò, con tanta qualità nello stile e nel linguaggio. E maggiore è il valore del romanzo poiché tratta di un fatto storico poco conosciuto e molto interessante.

Insomma, da leggere!

p.s.: nel video qui sotto, l’interessantissima intervista a Margot Wolk, commentata dalla scrittrice, andata in onda su La7.

 

 

Letto 309 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Marzo 2018 16:36

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