Mercoledì, 01 Marzo 2017 15:25

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE, Kent Haruf, Nn editore

Scritto da
Vota questo articolo
(3 Voti)

“Because the night belongs to lovers”. Prendiamo in prestito la frase della celeberrima canzone composta da Bruce Springsteen e Patti Smith, perché è con questo spirito che Addie Moore, una settantenne ancora in forma, propone a Louis Waters, suo coetaneo e conoscente da una vita, un patto davvero speciale. Sono entrambi vedovi e con figli adulti altrove, perché non farsi compagnia, soprattutto di notte, quando la solitudine è più pesante che mai?

Inizia così l’(ahimè) ultimo romanzo dello scrittore americano, di cui abbiamo già ampiamente parlato nel nostro blog con “Benedizione”, “Canto della pianura” e “Crepuscolo”. E la storia è tutta qui, in questa nuova amicizia che sboccia timidamente tra i due attempati protagonisti, che a poco a poco, si ritrovano ad essere indispensabili l’uno all’altra. Non succede molto, tra i due, cominciano con titubanti incontri notturni, stesi nello stesso letto al buio ma finalmente liberi di parlare e chiacchierare e confrontarsi con qualcuno come (e probabilmente molto meglio) di quando erano sposati ed avevano una famiglia. Quanta vita c’è in queste anime che di notte vedono sbocciare un amore puro, disinteressato, libero da vecchie ruggini e proiettato verso il futuro, nonostante il tempo non sia dalla loro parte. I due a poco a poco consolidano l’unione e non nascondono più la loro relazione che ha creato curiosità ma anche imbarazzo e invidia tra gli abitanti di Holt, la cittadina fittizia dove Haruf ha ambientato i suoi romanzi. Tutto sembra andare per il meglio, ma l’arrivo in città del nipotino di Addie si rivelerà un ostacolo troppo alto da superare.

E’ stato scritto che questo romanzo è una sorta di testamento: l’autore lo ha scritto durante gli ultimi mesi della malattia che l’ha portato via a soli 71 anni e ancor prima che il libro fosse pubblicato. E’ indubbio che la storia sia ammantata da una malinconia tutta speciale, quasi magica, che da ogni pagina traspaia una voglia di vivere che si smorza serenamente contro l’ineluttabilità del destino e del tempo che passa. Ciò si manifesta anche nel linguaggio e nello stile adottato che risulta limpido, asciutto, ancora più essenziale che nei precedenti romanzi, come se l’autore avesse fretta di completare il libro. Il punto di forza della prosa di Haruf sono i dialoghi, qui ancora più scarni, ma che sempre esprimono tutto quello che c’è da dire. Anche le descrizioni dei luoghi dove si svolge la storia sono minime, ma il lettore non ha mai difficoltà nell’immaginarsi dove è ambientata la scena narrata.

Un altro piccolo, grande ma tristemente ultimo regalo che Haruf ha voluto donarci ed è assolutamente da leggere.

p.s.: Jane Fonda e Robert Redford saranno i protagonisti del film tratto dal romanzo e prodotto dalla Netflix. Le riprese sono già iniziate! Aspettiamo…!

 

 

Letto 462 volte Ultima modifica il Mercoledì, 01 Marzo 2017 15:38

Lascia un commento

Altri libri nella categoria "Gli imperdibili"

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da questo sito.