Mercoledì, 18 Maggio 2016 09:33

CREPUSCOLO, Kent Haruf, NN Editore

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Cari amici lettori, eccoci arrivati al terzo capitolo della storia di Holt, la cittadina fittizia dove Haruf ambienta i suoi magici romanzi. Ora che li abbiamo terminati, ci sembra che i tre libri andrebbero letti partendo da “Canto della pianura” per finire con “Benedizione”, e “Crepuscolo” in mezzo. La sequenza però non è vincolante e la lettura è comprensibilissima in ogni caso.

Come nei precedenti, anche “Crepuscolo” narra la storia degli abitanti di Holt, gente comune, abituata al clima estremo delle pianure del Colorado, avvezza al duro lavoro dei campi e della cura del bestiame. Le loro semplici esistenze si dipanano tra lavoro, casa e una birra con gli amici di quando in quando.

Conosciamo già alcuni dei personaggi presenti nel terzo libro, li ritroviamo con piacere, lieti di sapere che sono riusciti ad andare avanti nel loro cammino. Ci sono gli adorabili fratelli McPheron, vera ancora di salvezza per la giovane e bella Victoria Roubideaux e della piccola Katie, e Maggie Jones e Tom Guthrie che già avevamo apprezzato per la loro umanità. Qui incontriamo Rose Tyler, la dolce assistente sociale che si occupa della turbolenta famiglia Wallace, e un cattivo, il malvagio Hoyt Raines che beve, ruba e soprattutto picchia con violenza. L’autore prende le distanze da questo personaggio negativo, e lo capiamo dal linguaggio che adotta per lui, rude, villano con tante parolacce, ben diverso dai dialoghi essenziali, senza fronzoli né orpelli, ma delicati e gentili dei protagonisti ai quali è affezionato. Altre storie fanno da corollario a queste principali, in ognuna troviamo personaggi messi a dura prova dai fatti della vita, ma che, con determinazione e sacrificio, reagiscono alle difficoltà e le superano.

Benché le storie che ci racconta Haruf siano semplici, banali, fin scontate nel loro epilogo, (in “Crepuscolo” c’è però un simil colpo di scena) i suoi romanzi ci incantano e si rendono indimenticabili. “Chi non crede alla magia, non la troverà mai”, dice Roald Dahl e noi la magia l’abbiamo trovata tra le storie dei cittadini di Holt.. Forse l’atmosfera intimista, o la prosa semplice e lo stile lineare, o lo sguardo dolce dell’autore sui suoi personaggi, o forse tutte queste caratteristiche messe insieme, rendono magico questo e gli altri libri dello scrittore americano, che troppo poco ci ha lasciato da leggere.

Letto 679 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Febbraio 2017 16:44

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